«Spettacolo e cultura? Roba da manager» Intervista a Massimiliano Simoni.

Articolo completo pubblicato su Toscana24-Il Sole 24 Ore, 27 Luglio 2016

«Per offrire l’eccellenza bisogna mettersi a sistema, è l’unico modo per continuare a fare arte in un momento di crisi». Massimiliano Simoni (nella foto), 49 anni, da ottobre 2015 direttore artistico della Versiliana, il festival di arti figurative e performative che intrattiene da 37 anni i turisti della Versilia, non ha dubbi: «Il direttore artistico deve essere anche un manager».

Perché oggi in Italia non si riesce a fare arte?
Perché tutti vogliono fare tutto e si finisce per non farlo bene. Bisogna cominciare a trovare delle specificità e a renderle eccellenze: Torre del Lago Puccini con il festival della lirica, la Versiliana con il festival della prosa e il salotto degli incontri, Viareggio con il suo carnevale. Invece ci sono tante piccole realtà che cercano di riproporre la stessa offerta e ricevono finanziamenti, a mio avviso soldi che vengono dispersi. Le iniziative di carnevale a Forte dei Marmi, a Querceta, a Pietrasanta, per quanto si possano impegnare, non riusciranno mai ad avere lo stesso impatto del carnevale di Viareggio. Bisogna invece concentrare le forze su Viareggio, anche nell’ottica, un domani di unire, la Versilia in un comune unico, mettendosi a sistema. Così, insieme al Comune di Pietrasanta abbiamo iniziato un progetto che si chiama “Start, self tourism and art” a Pietrasanta, dove vogliamo creare un collegamento di tutte le attività culturali, artistiche e spettacolari presenti sul nostro territorio.

Non si rischia di svilire le realtà più piccole?
Dal mio punto di vista no, perché ogni realtà, anche la più piccola ha una sua specificità, ed è bene che confluisca le energie verso quell’obiettivo. Per esempio: a Forte dei Marmi c’è il Festival della satira che, se opportunamente potenziato, potrebbe avere risonanza internazionale. Camaiore è un’eccellenza nell’enogastronomia, Viareggio ha il suo carnevale, Europa cinema e il Festival pucciniano, un’eccellenza assoluta; a Massarosa in pochi sanno che c’è un parco archeologico importantissimo; a Seravezza uno splendido palazzo mediceo. Ogni comune ha la sua specificità, se noi riuscissimo a metterle insieme confonderemmo meno il turista. Tutti concentrano le attività tra il 20 luglio e il 15 agosto, tanto che il turista è costretto a scegliere perché non le può seguire tutte. Invece lo sforzo dovrebbe essere quello di distribuire le attività durante tutto l’arco dell’anno. Noi, per esempio, quest’anno abbiamo aperto la Versiliana 15 giorni prima. Questo vale anche per le mostre. La mostra importante secondo me va fatta a dicembre o a Pasqua perché tanto a luglio e agosto la Versilia ha un pubblico garantito dal turismo balneare. Su questa linea stiamo progettando una mostra evento dedicata a Salvador Dalì a dicembre.

Com’è approdato alla direzione artistica della Versiliana?
Ho fatto 11 edizioni del festival, le prime cinque da assessore alla cultura, poi dal 2000 al 2005 da presidente della Fondazione. La Fondazione della Versiliana è stata costituita da me e Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta nel 2005. Anche se quando nacque la Fondazione io ricoprivo il ruolo di presidente, mi sono sempre occupato di aspetti culturali da assessore. Ho continuato a lavorare come consulente alle attività culturali della Versiliana fino ad ottobre 2015, quando poi sono stato nominato direttore artistico della Fondazione. Negli ultimi cinque anni ho infatti avuto diverse esperienze in ambito manageriale e artistico: sono stato presidente di una importante Spa in Sicilia che si occupava di produzioni cinematografiche, ho organizzato una serie di talk show con Sky e altre emittenti televisive. Ma oggi in Italia è difficile fare arte.

Qual è la situazione finanziaria della Versiliana. 
L’aspetto finanziario che abbiamo ereditato è devastante. Per la gestione del teatro e la creazione della stagione, l’ultimo bilancio aveva a disposizione 465mila euro, che quest’anno sono diventati 250mila. Grazie alla Cassa di Risparmio di Lucca abbiamo ricevuto 100mila euro, la Banca del Credito Cooperativo della Versilia ha stanziato 170mila euro, e, per la prima volta, la Regione Toscana è entrata come membro nella Fondazione promettendoci un contributo di 350mila euro.

Perché si è arrivati ad una situazione “devastante”?
A mio avviso la situazione è questa perché chi c’era prima faceva un altro mestiere, non si può nominare a una carica operativa basandosi sull’appartenenza ad un partito. Io sono anche un manager e mi intendo di conti. Se vado a trattare uno spettacolo, devo cercare di rispettare il budget. Quindi è fondamentale che oggi il direttore artistico debba essere anche un manager e viceversa. Molti auspicano l’esistenza di due figure distinte, ma a quel punto si raddoppierebbero i costi e in tempi di crisi non ce lo consentono. Bisogna riferirsi alla figura del manager della cultura percepito a livello europeo e internazionale, che sappia gestire un budget senza però dimenticare la parte artistica.

Cosa cambierà rispetto al passato?
L’amministrazione precedente era poco pratica del settore spettaco. Quando si sceglie uno spettacolo è fondamentale avere chiaro quanto si paga, se non si contratta e non si fanno confronti con le realtà circostanti, non si può puntare ad un risparmio, avere una linearità e un’organicità. Al mio ritorno alla Versiliana ho trovato delle strutture abbandonate, adibite a deposito, esisteva solo il “salotto buono”, il famoso Caffè della Versiliana. C’era un direttore artistico, Lazzareschi, sicuramente competente dal punto di vista artistico ma meno esperto per la parte economica. Quest’anno abbiamo chiesto un finanziamento di 300mila euro per lo spazio bambini. Grazie a consulenze con aziende che fanno del riciclo il loro vanto, abbiamo realizzato il progetto “Arte, materia e riciclo”, un nuovo parco giochi interamente realizzato con materiali riciclati e un orto botanico. La pavimentazione dell’area giochi è stata realizzata con oltre 2.300 pneumatici usati al costo di 70 euro al metro quadrato. Bisogna ricreare una certa fiducia nella struttura che in questi anni sicuramente ha perso un po’ di smalto. Il brand della Versiliana è forte ma oggi è aumentata la competizione perché…

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