Estate fiorentina: un euro investito ne vale sei. Intervista a Tommaso Sacchi.

Intervista completa pubblicata su Toscana24-Il Sole 24 Ore, 23 Ottobre 2015

«Bisogna iniziare a intendere gli sponsor come figure di co-progetto, da coinvolgere nella fase di studio dei format culturali». Ne è convinto Tommaso Sacchi (nella foto), direttore artistico dell’Estate fiorentina (per il secondo anno) e capo della segreteria dell’assessorato alla Cultura del Comune di Firenze.
Milanese, classe 1983, grazie al suo passato da curatore, organizzatore culturale e consulente nel campo della produzione artistica, parla senza esitazioni di “industria culturale” a Firenze e, per descrivere la sua Estate lunga sei mesi, chiede termini in prestito all’inglese: “Contemporary e secret” le parole chiave per un Festival che vuole dire alle associazioni e agli abitanti della città che «c’è un’altra Firenze con l’urgenza di essere raccontata».

Quali sono cambiamenti e punti continuità con le passate edizioni dell’Estate fiorentina?
L’edizione 2015 si è strutturata nel tentativo di rispettare il calendario di Expo. Con il sindaco Dario Nardella abbiamo tentato di creare un momento culturale che seguisse il passo dell’Esposizione universale di Milano, da qui la versione estesa dell’estate dal primo maggio al 30 di Ottobre. Questo formato ha dato degli ottimi risultati: l’Estate fiorentina 2015 ha superato un milione di presenze, con circa 650 eventi che coinvolgevano tutti i quartieri di Firenze. Quest’anno abbiamo deciso di confermare il formato dei sei mesi di durata e di includere nel palinsesto la Prima Notte d’Estate -ex Notte Bianca- come ouverture della kermesse estiva. Abbiamo destinato una cifra maggiore alle attività culturali: 700 mila euro tra la Prima Notte d’Estate, le attività dell’Estate fiorentina e i progetti speciali. La kermesse abbraccia ogni tipo di luogo, dalla biblioteca di quartiere alla fondazione privata, con un’ottica di valorizzazione del patrimonio civico volta a far conoscere anche gli spazi di Firenze meno noti: ai 9 spazi già attivi nel 2015 si sono aggiunti Piazza dei Tre Re e Piazzale Michelangelo, per il quale c’è in corso una valutazione tecnica delle proposte.

Che cosa ci dobbiamo aspettare nella programmazione di questa edizione dell’Estate fiorentina?
L’Estate di quest’anno si compone di oltre 750 eventi, in crescita rispetto all’anno scorso, accompagnati da 6 progetti speciali: “Suonatori indipendenti per Firenze” vedrà 5 diverse piazze della città adottate da 5 protagonisti della scena musicale indipendente del nostro paese. “Pitti Contemporaneo-Secret Florence” è il secondo progetto, che riguarda il binomio moda e arte contemporanea. Si tratta di un modello che nel mondo sta dando enormi frutti, pensiamo alle operazioni di Prada a Milano, a Luis Vuitton a Parigi o alle tantissime realtà tra mondo della moda e mondo dell’arte visiva o performativa contemporanea. E’ nato quindi un progetto di collaborazione tra Pitti Immagine, Tempo Reale, Fabbrica Europa, Lo Schermo dell’Arte, Museo Novecento e Compagnia Virgilio Sieni, volto alla creazione di eventi in luoghi meno conosciuti della città come il Museo Marino Marini e il Giardino delle rose. Si tratterà di un momento speciale realizzato anche con il contributo di Pitti Immagine.

Che tipo di risultati consentirà di ottenere questa operazione?
Offrirà un duplice servizio: da una parte rivolto ai buyers del mondo della moda, che hanno l’interesse di scoprire Firenze attraverso una chiave di lettura contemporanea e avvicinarsi a degli aspetti della città che non conoscono. Dall’altra, l’intenzione è quella di avvicinare il pubblico di Firenze alla settimana frizzante della moda in città: Pitti Uomo è una manifestazione frequentatissima da gente proveniente da tutto il mondo, ma da cui spesso i fiorentini rimangono tagliati fuori.

Quali sono gli altri progetti speciali?
Il terzo evento “Centenario dell’Antologia di Spoon River” si svolgerà nella prima metà di settembre al cimitero delle Porte Sante e celebrerà con musica e letture il capolavoro letterario che ispirò l’album “Non al denaro non all’amore né al cielo” di Fabrizio De Andrè. Seguiranno “La michelangiolesca”, una settimana di eventi dedicata al genio di Michelangelo, e “String city”, un progetto che prevede la valorizzazione di 100 musei attraverso concerti d’archi che spaziano dalla classica, al jazz passando per l’elettropop. Io da milanese sono rimasto stupito dalla quantità di spazi culturali di cui dispone Firenze. Questo progetto riesce a valorizzare gli spazi artistici attraverso interventi da parte di realtà musicali d’eccellenza come la Scuola di musica di Fiesole, il Conservatorio Cherubini, l’ Orchestra regionale della Toscana, il Maggio musicale fiorentino e il Liceo musicale Dante Alighieri. Infine “Hai paura del buio” è un progetto di inclusione del carcere di Sollicciano come particolare luogo dell’estate. Si tratta di un’idea ancora in corso, che vede Manuel Agnelli impegnato nella creazione di sinergie e interazioni con l’ambiente carcerario. A questi 6 progetti, si affiancano moltissimi altri eventi ed iniziative come “Apriti Cinema” in Piazza SS. Annunziata, programma di cinema gratuito in piazza che quest’anno durerà un mese. Una piazza del cinema che intorno alla metà di luglio si trasformerà in un’arena della musica con grandi concerti.

In che modo questa fitta programmazione di eventi culturali contribuisce allo sviluppo anche economico della città?
Sono stati proposti 183 progetti, di questi, 104 sono stati accolti con contributo e 35 senza. Tolti i progetti speciali, noi investiamo 470 mila euro nelle associazioni. Il valore dichiarato dei progetti che noi finanziamo è di 2 milioni e 750 mila euro, questo vuol dire che un euro di denaro pubblico investito in cultura ne vale 5,8. Il Comune è cofinanziatore e patrocinante delle attività, insieme alla bigliettazione e alle risposte che autonomamente le associazioni trovano nel mondo commerciale. Oramai le associazioni, i curatori e gli artisti preparano il terreno per il loro lavoro contando su sponsor, sulle stime dei proventi da biglietteria e sulle presunte risorse da parte dell’Amministrazione.

E come giudica la risposta fiorentina degli sponsor a favore della realizzazione di eventi, manifestazioni e progetti della rassegna?
L’estate fiorentina è un esempio di come in parte ci sono risorse private e in parte ci sono degli impegni importanti di natura economica….

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